BCE mantiene tassi fermi, inflazione salirà per guerra Medio Oriente
La Banca Centrale Europea ha deciso di non cambiare i tassi di interesse. L'inflazione nell'eurozona dovrebbe salire a 2,6% nel 2026 a causa del conflitto in Medio Oriente che fa aumentare i prezzi dell'energia.
La Banca Centrale Europea (BCE) ha mantenuto invariati i tre tassi di interesse principali nella riunione del 19 marzo 2026. Il tasso sui depositi resta al 2%, quello sulle operazioni di rifinanziamento al 2,15% e quello sui prestiti marginali al 2,40%. La decisione arriva mentre la guerra in Medio Oriente crea incertezza sui mercati dell'energia. Il conflitto fa salire i prezzi di petrolio e gas, con effetti diretti sull'inflazione europea. Secondo le nuove previsioni della BCE, l'inflazione nell'eurozona dovrebbe raggiungere il 2,6% nel 2026, poi scendere al 2% nel 2027 e al 2,1% nel 2028. Questi numeri sono più alti rispetto alle previsioni di dicembre, proprio a causa del rincaro dell'energia. L'inflazione senza contare energia e cibo dovrebbe essere del 2,3% nel 2026, 2,2% nel 2027 e 2,1% nel 2028. Per quanto riguarda la crescita economica, la BCE prevede un rallentamento. Il Prodotto Interno Lordo dell'eurozona dovrebbe crescere dello 0,9% nel 2026, 1,3% nel 2027 e 1,4% nel 2028. La crescita del 2026 è stata ridotta rispetto alle previsioni precedenti. La BCE ha anche analizzato scenari alternativi legati alla durata del conflitto in Medio Oriente. Se la guerra dovesse prolungarsi e interrompere le forniture di petrolio e gas, l'inflazione potrebbe salire ancora di più e la crescita potrebbe essere ancora più bassa. Il Consiglio direttivo della BCE ha spiegato che continuerà a prendere decisioni sui tassi riunione dopo riunione, basandosi sui dati economici che arriveranno. L'obiettivo rimane portare l'inflazione al 2% nel medio termine.
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Come ti riguarda
Se vivi nell'eurozona, i prezzi di benzina, gasolio e bollette del gas continueranno probabilmente a salire nei prossimi mesi a causa della guerra in Medio Oriente. Per una famiglia media, questo significa spendere di più per riscaldamento, carburante e prodotti che dipendono dall'energia per essere prodotti. Se hai un mutuo a tasso variabile, le rate restano stabili perché la BCE non ha cambiato i tassi di interesse. Un mutuo da 150.000 euro continua a costare circa quanto costava prima di questa riunione. Se hai dei risparmi in banca, gli interessi sui conti deposito rimangono agli stessi livelli di marzo. Se stai pensando di chiedere un prestito o un mutuo, le condizioni restano simili a quelle attuali almeno fino alla prossima riunione BCE di aprile.