Bonus giovani 2026: sgravio contributivo fino al 30 aprile
Possono beneficiare del bonus i giovani sotto i 35 anni che non hanno mai avuto un contratto a tempo indeterminato. L'azienda che li assume riceve uno sconto sui contributi previdenziali.
Dal 2026 le regole sono cambiate. Se l'azienda aumenta il numero totale dei dipendenti rispetto all'anno scorso, ottiene uno sgravio del 100% sui contributi. Se invece il numero di dipendenti resta uguale, lo sconto scende al 70%.
L'importo del bonus varia per zona geografica. In tutta Italia l'incentivo vale massimo 500 euro al mese per ogni giovane assunto. Nelle regioni del Sud (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna) e in Marche e Umbria sale a 650 euro al mese.
Dal 1° aprile le aziende dovranno pubblicare le offerte di lavoro sul portale SIISL, un sistema informatico nazionale. Questo renderà più trasparente la ricerca di lavoro.
Oltre al bonus giovani, sono attivi anche altri incentivi. Il bonus ZES vale per le assunzioni nel Mezzogiorno fino al 30 aprile 2026. Il bonus donne offre fino a 650 euro al mese per 24 mesi alle aziende che assumono donne disoccupate da almeno 24 mesi (o 6 mesi se vivono nel Sud).
Tutti questi bonus si richiedono all'INPS tramite il Portale delle Agevolazioni. Deve fare domanda il datore di lavoro, non il lavoratore. L'azienda deve essere in regola con i contributi e rispettare le norme di sicurezza.
Come ti riguarda
Se hai meno di 35 anni e non hai mai avuto un contratto a tempo indeterminato, questo bonus poteva rendere la tua assunzione più conveniente per le aziende. Il datore di lavoro risparmia sui contributi INPS: fino a 500 euro al mese se lavori al Nord, fino a 650 euro se lavori al Sud. Se sei una donna disoccupata da almeno 6 mesi e vivi nel Mezzogiorno, il tuo datore poteva ottenere fino a 650 euro al mese di sconto per 24 mesi. Non devi fare nulla tu: è l'azienda che doveva richiedere il bonus all'INPS dopo averti assunto. Dal 1° aprile potrai trovare più offerte di lavoro trasparenti sul portale SIISL, dove le aziende dovranno pubblicare le posizioni aperte.
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