Corte dei Conti ha bocciato il Superbonus: controlli su 8 miliardi
La Corte dei Conti ha pubblicato una relazione critica sul Superbonus 110%, evidenziando irregolarità per oltre 8 miliardi di euro. I controlli si concentrano su cessioni multiple e crediti inesistenti.
La Corte dei Conti ha analizzato il meccanismo del Superbonus 110% e ha trovato gravi problemi. Il Superbonus è una detrazione fiscale (cioè uno sconto sulle tasse) che permetteva di ristrutturare casa gratis, pagando il 110% delle spese sostenute. La relazione della Corte evidenzia che su 67 miliardi di crediti fiscali generati dal 2020 al 2023, almeno 8 miliardi presentano irregolarità. I problemi principali sono tre: cessioni multiple dello stesso credito (cioè vendere lo stesso sconto a più banche), crediti inventati per lavori mai fatti, e prezzi gonfiati delle ristrutturazioni. L'Agenzia delle Entrate ha già bloccato 2,1 miliardi di crediti sospetti e ne sta verificando altri 5,9 miliardi. Chi ha usato il Superbonus in modo corretto non rischia nulla. Chi invece ha commesso irregolarità dovrà restituire le somme con sanzioni e interessi. Il governo ha chiuso il Superbonus 110% dal 2024, sostituendolo con bonus più limitati al 70% per il 2024 e 65% dal 2025. La Guardia di Finanza sta conducendo 1.200 indagini su presunte frodi, con particolare attenzione alle imprese che hanno gonfiato i prezzi o certificato lavori inesistenti.
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Come ti riguarda
Se hai fatto lavori con il Superbonus 110% tra il 2020 e il 2023, non devi preoccuparti se hai tutto in regola: fatture vere, lavori realmente eseguiti e cessione del credito fatta una sola volta. Se invece hai dubbi sulla correttezza degli interventi o delle pratiche, potresti ricevere controlli dall'Agenzia delle Entrate. Per una villa da 200.000 euro di lavori con Superbonus, se ci sono irregolarità, potresti dover restituire 220.000 euro più sanzioni del 30%, arrivando a pagare circa 286.000 euro. Controlla tutti i documenti dei tuoi lavori: se hai fatture gonfiate o lavori non completati, contatta subito un commercialista. Se hai ceduto il credito a una banca, verifica che la cessione sia stata registrata correttamente una sola volta sul portale dell'Agenzia delle Entrate.