Napoli vieta frutti di mare crudi nei ristoranti per epidemia epatite A
Il sindaco di Napoli ha firmato un'ordinanza che vieta la vendita di frutti di mare crudi nei ristoranti e bar della città. Il provvedimento è nato per fermare l'epidemia di epatite A: i casi sono passati da 3 a gennaio a 43 nei primi 19 giorni di marzo.
Il comune di Napoli ha vietato la vendita di frutti di mare crudi in tutti i ristoranti, bar e locali della città. Il sindaco Gaetano Manfredi ha firmato l'ordinanza il 19 marzo 2026 per fermare la diffusione dell'epatite A. L'epatite A è una malattia del fegato causata da un virus che si trasmette principalmente attraverso cibo e acqua contaminati. I frutti di mare crudi sono uno dei principali veicoli di contagio. L'ASL Napoli 1 Centro ha segnalato un aumento molto forte dei casi: quest'anno il virus si è diffuso 10 volte di più rispetto alla media degli ultimi dieci anni e 41 volte di più rispetto agli ultimi tre anni. I numeri mostrano una crescita rapida: 3 casi a gennaio, 19 a febbraio e 43 casi solo nei primi 19 giorni di marzo. Il divieto riguarda tutti gli esercizi pubblici: ristoranti, pizzerie, bar, locali che servono cibo da consumare sul posto e attività che preparano cibo per il consumo immediato. È ancora permesso vendere frutti di mare crudi da portare a casa, ma il comune sconsiglia di mangiarli crudi anche a casa propria. Chi non rispetta il divieto paga una multa da 2.000 a 20.000 euro. Se un locale viene multato una seconda volta, viene chiuso da 1 a 30 giorni e può perdere la licenza. La polizia locale e gli altri organi di controllo faranno più verifiche nei locali. Le misure resteranno attive fino a quando l'ASL non comunicherà che l'emergenza è finita.
👤
Come ti riguarda
Se mangi spesso nei ristoranti di Napoli, da oggi non puoi più ordinare crudo di ricciola, tartare di tonno, ostriche crude o altri frutti di mare non cotti. Il divieto vale per tutti i locali della città: ristoranti, pizzerie, bar e tavole calde. Puoi ancora comprare pesce crudo al mercato o in pescheria per portarlo a casa, ma il comune consiglia di non mangiarlo crudo nemmeno a casa. Se hai sintomi come febbre, nausea, dolore alla pancia o colorito giallastro della pelle, contatta il tuo medico perché potrebbero essere segnali di epatite A. Le misure resteranno attive fino a quando l'ASL dirà che l'emergenza è finita, probabilmente tra qualche settimana o mese.