Truffe Superbonus: come riconoscerle e difendersi dalle frodi edili
Le truffe più comuni funzionano così: qualcuno bussa alla tua porta o ti chiama dicendo che può farti i lavori gratis grazie al Superbonus. Ti fa firmare documenti che sembrano normali contratti, ma in realtà sono cessioni del credito false. Il truffatore incassa i soldi dello Stato, tu rimani con lavori mai fatti e debiti con il fisco.
Altra truffa frequente: aziende fantasma che spariscono dopo aver preso l'anticipo. Creano false fatture, false asseverazioni (cioè le certificazioni tecniche obbligatorie) e falsi visti di conformità (i controlli dei commercialisti).
L'Agenzia delle Entrate ha bloccato 7,2 miliardi di euro di crediti sospetti. Molti cittadini onesti si sono trovati coinvolti senza saperlo: hanno dovuto restituire soldi allo Stato anche se erano in buona fede.
La legge è cambiata più volte per fermare le frodi. Dal 2023 il Superbonus è sceso al 90%, nel 2024 al 70%. Per il 2025 resta solo per le famiglie con reddito ISEE sotto 15.000 euro.
Per i lavori già iniziati prima del 2024, vale ancora la detrazione originale. Ma attenzione: se l'Agenzia delle Entrate scopre irregolarità, dovrai restituire tutto con sanzioni e interessi.
Come ti riguarda
Se hai fatto lavori con il Superbonus negli ultimi tre anni, controlla che la tua pratica sia regolare. Se hai ceduto il credito, verifica che l'azienda esista ancora e che abbia versato i soldi allo Stato. Se ricevi proposte di lavori gratuiti con il Superbonus, rifiuta sempre: dal 2024 il bonus è praticamente finito per tutti. Se qualcuno ti propone ancora cessioni del credito al 110%, è sicuramente una truffa. Controlla sul sito dell'Agenzia delle Entrate se la tua pratica risulta bloccata: vai nella sezione 'Consultazione dei rapporti' con le tue credenziali SPID.
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