Worklimate protegge 2,3 milioni di lavoratori dal caldo estremo
Il progetto ha creato un sistema di allarme che prevede quando fa troppo caldo per lavorare all'aperto. Il sistema si chiama WBGT (Wet Bulb Globe Temperature, cioè temperatura del bulbo umido) e considera quattro fattori: temperatura, umidità, vento e raggi del sole. Su un sito internet chiunque può vedere le mappe di rischio per i prossimi tre giorni.
Le mappe mostrano due tipi di lavoro: moderato (come il giardinaggio) e intenso (come scavare). Indicano anche se si lavora al sole o all'ombra. Quando il rischio diventa alto, il sistema lancia l'allarme.
Nel 2025 diciotto regioni italiane hanno usato queste previsioni per emanare ordinanze (cioè regole obbligatorie). Le ordinanze vietavano di lavorare all'aperto dalle 12:30 alle 16:00 nei giorni più caldi. Hanno protetto oltre 2,3 milioni di persone.
I settori coinvolti sono: edilizia, agricoltura, coltivazione di fiori e piante, cave, magazzini e trasporti (compresi i rider che consegnano cibo), pulizia delle strade. Nel 2025 Worklimate ha ricevuto il premio 'Impatto Pa' per l'innovazione nella tutela della salute.
Il progetto è nato dalla collaborazione tra INAIL e altri enti: Consiglio Nazionale delle Ricerche, ASL della Toscana, ASL del Lazio, Università di Bologna e Consorzio LaMMA. È considerato un modello di eccellenza in Europa.
Come ti riguarda
Se lavori all'aperto in edilizia, agricoltura, consegne o pulizia strade, questo sistema ti protegge dal colpo di calore. Quando le temperature superano i limiti di sicurezza, la tua azienda deve fermare i lavori dalle 12:30 alle 16:00. Se lavori in una delle diciotto regioni che hanno adottato le ordinanze (la maggior parte d'Italia), hai diritto a questa pausa forzata nei giorni più caldi senza perdere lo stipendio. Puoi controllare tu stesso le previsioni di rischio sul sito di Worklimate per sapere quando ci saranno giorni di stop. Se il tuo datore di lavoro ti fa lavorare comunque nelle ore vietate, può essere multato.
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