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Cosa è la successione e come funziona: guida completa per eredità e donazioni

La successione è il passaggio di beni, diritti e obblighi da una persona defunta agli eredi. È un processo che coinvolge tutti i patrimoni e richiede specifiche procedure legali e fiscali per essere completato correttamente.

Aggiornato al 2026-03-15
La successione è il meccanismo giuridico attraverso cui il patrimonio di una persona defunta (chiamata "de cuius") viene trasferito agli eredi. Questo processo è disciplinato dal Codice Civile e comporta sia aspetti giuridici che fiscali importanti.

Cos'è la successione e quando si apre

La successione si apre automaticamente al momento della morte di una persona (articolo 456 del Codice Civile). Non è necessario alcun atto formale: dal momento del decesso, tutti i beni, i diritti patrimoniali e i debiti del defunto passano potenzialmente agli eredi.

La successione comprende tutto il patrimonio del defunto: immobili, conti bancari, investimenti, auto, gioielli, ma anche i debiti e le obbligazioni. Gli eredi non possono scegliere di ereditare solo i beni positivi escludendo i debiti.

Tipi di successione: legittima e testamentaria

Esistono due tipi principali di successione. La successione legittima si applica quando il defunto non ha lasciato testamento. In questo caso, la legge stabilisce chi sono gli eredi e in che proporzioni ereditano (articoli 565-586 del Codice Civile).

La successione testamentaria si applica quando esiste un testamento valido. Il defunto può decidere liberamente come distribuire i suoi beni, rispettando però la "legittima" (la quota riservata per legge a coniuge e figli).

Gli eredi legittimi e le quote ereditarie

Quando non c'è testamento, la legge stabilisce un ordine preciso di successione. Il coniuge ha sempre diritto a una quota, che varia in base alla presenza di altri eredi.

Se il defunto lascia coniuge e un figlio: il coniuge eredita 1/2 del patrimonio, il figlio l'altra metà. Con coniuge e due o più figli: il coniuge eredita 1/3, i figli si dividono i restanti 2/3 in parti uguali.

Se c'è solo il coniuge senza figli ma con genitori del defunto: il coniuge eredita 2/3, i genitori 1/3. Solo coniuge senza altri eredi: il coniuge eredita tutto.

Senza coniuge, ereditano i figli in parti uguali. Senza figli, ereditano i genitori. Senza genitori, ereditano i fratelli e le sorelle.

La legittima e la quota disponibile

Anche con il testamento, alcuni parenti stretti hanno diritto a una quota minima del patrimonio chiamata "legittima" (articoli 536-564 del Codice Civile). Questa tutela il coniuge e i discendenti del defunto.

La quota disponibile (quella di cui il defunto può disporre liberamente) varia in base agli eredi legittimari. Con un solo figlio: la legittima è 1/2, la quota disponibile è 1/2. Con due o più figli: la legittima è 2/3, la quota disponibile è 1/3.

Con coniuge e un figlio: al coniuge spetta 1/4, al figlio 1/4, la quota disponibile è 1/2. Con coniuge e due o più figli: al coniuge spetta 1/4, ai figli 1/2, la quota disponibile è 1/4.

L'accettazione dell'eredità

Gli eredi non diventano automaticamente proprietari dei beni. Devono accettare l'eredità con una dichiarazione formale (articolo 470 del Codice Civile). L'accettazione può essere pura e semplice o con beneficio di inventario.

L'accettazione pura e semplice comporta la confusione tra patrimonio dell'erede e del defunto. L'erede risponde dei debiti ereditari anche con i suoi beni personali.

L'accettazione con beneficio di inventario mantiene separati i patrimoni. L'erede risponde dei debiti ereditari solo fino al valore dei beni ereditati. Questa modalità è obbligatoria per i minori e gli incapaci.

Gli aspetti fiscali della successione

La successione comporta il pagamento dell'imposta di successione, disciplinata dal D.Lgs. 346/1990. Le aliquote variano in base al grado di parentela con il defunto.

Per coniuge e figli l'aliquota è del 4% sul valore eccedente 1.000.000 euro per ciascun erede. Per fratelli e sorelle è del 6% oltre 100.000 euro. Per altri parenti fino al quarto grado è del 6% senza franchigia. Per i non parenti l'aliquota è dell'8% senza franchigia.

Oltre all'imposta di successione, si pagano imposte ipotecarie e catastali sugli immobili: 2% ciascuna del valore catastale per prima casa, 9% e 1% per altri immobili.

La dichiarazione di successione

Gli eredi devono presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla morte (articolo 28 del D.Lgs. 346/1990). La dichiarazione va presentata all'Agenzia delle Entrate del circondario dove il defunto aveva l'ultima residenza.

Nella dichiarazione vanno indicati tutti i beni, i diritti e i rapporti trasmissibili del defunto, con i rispettivi valori alla data di apertura della successione. Vanno allegati certificati di morte, stato di famiglia, documentazione sui beni.

La divisione ereditaria

Dopo l'accettazione, gli eredi diventano comproprietari dei beni ereditari. Possono rimanere in comunione o procedere alla divisione (articoli 713-768 del Codice Civile).

La divisione può essere consensuale (accordo tra tutti gli eredi) o giudiziale (quando non c'è accordo). La divisione consensuale può essere fatta con atto pubblico notarile o scrittura privata autenticata.

Cosa fare in pratica

Quando muore un familiare, bisogna prima ottenere il certificato di morte dal Comune. Poi verificare se esiste un testamento controllando presso il notaio di fiducia o il Registro Generale dei Testamenti.

Entro 12 mesi bisogna presentare la dichiarazione di successione, allegando tutti i documenti sui beni del defunto. È consigliabile rivolgersi a un commercialista o un notaio per la compilazione.

Per gli immobili, dopo aver pagato le imposte, bisogna richiedere la voltura catastale per aggiornare l'intestazione. Per conti bancari e investimenti, le banche richiedono la documentazione successoria per lo sblocco.

Se ci sono debiti consistenti, valutare l'accettazione con beneficio di inventario. In caso di testamento che lede la legittima, gli eredi lesi possono impugnarlo entro 10 anni.

Esempio pratico

Mario, vedovo con due figli (Luca e Anna), muore lasciando una casa del valore di 400.000 euro, un conto corrente con 50.000 euro e un'auto del valore di 15.000 euro. Non ha lasciato testamento, quindi si applica la successione legittima. Il patrimonio totale è di 465.000 euro che viene diviso in parti uguali tra i due figli: 232.500 euro ciascuno. Per l'imposta di successione, essendo figli del defunto, hanno diritto alla franchigia di 1.000.000 euro ciascuno. Poiché le loro quote (232.500 euro) sono inferiori alla franchigia, non pagano imposta di successione. Devono però pagare le imposte sulla casa: ipotecaria (2% di 400.000 = 8.000 euro) e catastale (1% di 400.000 = 4.000 euro) se non è prima casa, per un totale di 12.000 euro da dividere tra i due fratelli (6.000 euro ciascuno). La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dalla morte di Mario.

Fonti ufficiali

  • Codice Civile artt. 456-564-713-768
  • D.Lgs. 346/1990 artt. 2-8-28
  • Agenzia delle Entrate circolare 3/2008