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Come aprire una partita IVA in Italia: guida completa e procedure

La partita IVA è un codice numerico che identifica chi svolge attività economiche in Italia. Serve per fatturare, pagare tasse e operare legalmente come lavoratore autonomo o impresa.

Aggiornato al 2026-03-15

Cos'è la partita IVA

La partita IVA è un codice di 11 cifre che identifica ogni soggetto che svolge attività economiche in Italia. Il nome deriva dall'Imposta sul Valore Aggiunto (IVA), la tassa principale sulle vendite e i servizi. Questo codice serve per emettere fatture, dichiarare i redditi e pagare le tasse dovute allo Stato.

Il sistema della partita IVA nasce nel 1973 con il DPR 633/1972, che ha introdotto l'IVA in Italia seguendo le direttive europee. Prima esistevano altre forme di tassazione indiretta, ma l'IVA ha unificato il sistema fiscale europeo.

Chi deve aprire la partita IVA

Devono aprire partita IVA tutti coloro che svolgono attività economiche in modo abituale (non occasionale). Questo include:

- Lavoratori autonomi (consulenti, professionisti, artigiani) - Imprese individuali (commercianti, produttori) - Società di persone (snc, sas) - Società di capitali (srl, spa) - Associazioni che vendono beni o servizi

Non serve la partita IVA per lavoro dipendente o prestazioni occasionali sotto i 5.000 euro annui. Le prestazioni occasionali sono lavori sporadici senza continuità, come una consulenza una tantum.

Quando aprire la partita IVA

La partita IVA va aperta entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. Per "inizio attività" si intende il primo atto compiuto per svolgere l'attività economica. Ad esempio: firmare il primo contratto, acquistare attrezzature, affittare un locale.

Se si supera questo termine, si rischia una sanzione da 258 a 2.065 euro secondo l'Agenzia delle Entrate. Il ritardo non impedisce l'apertura, ma comporta questa multa.

I codici ATECO: cosa sono e come sceglierli

Il codice ATECO (Attività Economiche) descrive il tipo di attività svolta. È composto da numeri e lettere che classificano ogni settore economico. Ad esempio:

- 62.01.00: Produzione di software non connesso all'edizione - 47.11.10: Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di prodotti surgelati - 86.10.10: Attività ospedaliere

La scelta del codice ATECO è importante perché determina: - Gli obblighi fiscali e contributivi - Le agevolazioni disponibili - I controlli degli enti preposti

Si possono indicare più codici ATECO se si svolgono attività diverse. Il primo codice è quello principale (che genera più reddito).

Come aprire la partita IVA: procedure passo passo

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Apertura online

Il modo più semplice è usare il servizio online dell'Agenzia delle Entrate. Serve:

1. SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) o CIE (Carta d'Identità Elettronica) 2. Compilare il modello AA9/12 online 3. Indicare i dati anagrafici e il codice fiscale 4. Scegliere il codice ATECO dell'attività 5. Selezionare il regime fiscale (ordinario, forfettario, ecc.) 6. Indicare se si è soggetti IVA o esenti

Il sistema rilascia subito il numero di partita IVA. La procedura è gratuita e disponibile 24 ore su 24.

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Apertura tramite intermediario

Si può delegare un commercialista, consulente del lavoro o CAF (Centro di Assistenza Fiscale). Questi professionisti: - Compilano la documentazione - Scelgono il regime fiscale più conveniente - Si occupano degli adempimenti successivi

Il costo varia da 100 a 500 euro, a seconda della complessità e del professionista scelto.

I regimi fiscali disponibili

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Regime forfettario

È il regime semplificato per piccole attività. Nel 2025 i limiti sono: - Ricavi massimi: 85.000 euro annui - Spese per lavoro dipendente: massimo 20.000 euro annui - Beni strumentali: massimo 20.000 euro annui

I vantaggi sono: - Tassazione al 15% (5% per i primi 5 anni se under 35) - No IVA su fatture (regime di vantaggio) - Contabilità semplificata - No IRAP (Imposta Regionale Attività Produttive)

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Regime ordinario

È obbligatorio per chi supera i limiti del forfettario. Prevede: - Tassazione IRPEF a scaglioni (da 23% a 43%) - IVA al 22% (o aliquote ridotte per alcuni settori) - IRAP al 3,9% (varia per regione) - Contabilità completa con registri IVA

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Regime dei minimi (non più attivabile)

Il regime dei minimi non è più attivabile dal 2015. Chi lo aveva può mantenerlo fino alla scadenza o passare ad altri regimi.

Costi dell'apertura partita IVA

L'apertura della partita IVA è gratuita se fatta online. I costi possibili sono:

- Commercialista per l'apertura: 100-500 euro - Iscrizione Camera di Commercio: 0-300 euro (dipende dall'attività) - Diritti di segreteria: 0-50 euro - SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività): variabile per settore

Alcune attività richiedono autorizzazioni specifiche con costi aggiuntivi. Ad esempio, aprire un ristorante richiede licenze sanitarie e commerciali.

Obblighi dopo l'apertura

Una volta aperta la partita IVA, nascono obblighi precisi:

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Fatturazione elettronica

Tutte le fatture devono essere elettroniche e inviate tramite Sistema di Interscambio (SDI). Le fatture cartacee non sono valide dal 2019. Fanno eccezione alcune operazioni specifiche (regime forfettario verso privati, operazioni in contanti sotto 400 euro).

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Registri contabili

Bisogna tenere: - Registro delle fatture emesse - Registro degli acquisti - Registri IVA (se in regime ordinario) - Libro giornale e inventario (per imprese)

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Dichiarazioni fiscali

Ogni anno vanno presentate: - Dichiarazione dei redditi (entro 30 settembre) - Dichiarazione IVA (se dovuta) - Comunicazione dati fatture (entro 31 marzo)

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Versamenti

I principali versamenti sono: - Acconto IRPEF (30 novembre) - Saldo IRPEF (entro 30 giugno dell'anno successivo) - IVA trimestrale o mensile (se dovuta) - Contributi previdenziali (INPS)

Iscrizione agli enti previdenziali

Chi apre partita IVA deve iscriversi agli enti previdenziali competenti:

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INPS (Gestione Separata)

Per lavoratori autonomi senza cassa professionale. L'aliquota 2025 è: - 26% per chi non ha altre coperture previdenziali - 24% per chi ha già una pensione o altro lavoro - Contributo minimo annuo: circa 4.500 euro

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Casse professionali

Alcune professioni hanno casse specifiche: - Avvocati: Cassa Forense - Medici: ENPAM - Ingegneri e Architetti: INARCASSA - Commercialisti: CNPADC

Ogni cassa ha regole e aliquote proprie. L'iscrizione è obbligatoria per chi svolge la professione in modo abituale.

Chiusura della partita IVA

La partita IVA si chiude quando cessa l'attività. Va comunicato entro 30 giorni dalla cessazione usando il modello AA9/11. La comunicazione è gratuita online.

Dopo la chiusura rimangono obblighi per: - Conservazione documenti (10 anni) - Dichiarazioni finali - Versamenti residui

Cosa fare in pratica

Per aprire la partita IVA:

1. Valuta se hai davvero bisogno della partita IVA (attività abituale vs occasionale) 2. Scegli il codice ATECO più adatto alla tua attività 3. Calcola i ricavi previsti per scegliere il regime fiscale 4. Accedi al sito dell'Agenzia delle Entrate con SPID 5. Compila il modello AA9/12 online 6. Iscriviti agli enti previdenziali competenti 7. Se necessario, presenta SCIA al Comune per l'attività 8. Organizza la contabilità (software o commercialista) 9. Attiva la fatturazione elettronica 10. Rispetta le scadenze fiscali e contributive

Ricorda che ogni situazione è diversa. Per attività complesse o dubbi specifici, consulta sempre un commercialista qualificato.

Esempio pratico

Marco vuole aprire una consulenza informatica. Prevede ricavi di 40.000 euro annui nel primo anno. Ecco cosa deve fare: accede al sito Agenzia delle Entrate con SPID, compila il modello AA9/12 indicando codice ATECO 62.02.00 (consulenza informatica), sceglie regime forfettario perché sotto gli 85.000 euro. Il sistema rilascia partita IVA 12345678901. Deve iscriversi INPS Gestione Separata (contributi circa 26% sui ricavi). Con 40.000 euro di ricavi, pagherà: tassa del 15% = 6.000 euro (5% se under 35 = 2.000 euro), contributi INPS circa 10.400 euro. Totale costo fiscale annuo: circa 16.400 euro (12.400 se under 35). Non deve applicare IVA nelle fatture ai clienti (regime di vantaggio) e può usare contabilità semplificata registrando solo ricavi e alcune spese.

Fonti ufficiali

  • DPR 633/1972
  • Agenzia delle Entrate provv. 2024
  • D.L. 98/2011 regime forfettario
  • L. 190/2014 fatturazione elettronica
  • Agenzia delle Entrate risoluzione 8/E/2025